Casa Mirabile, qui l’ospitalità racconta l’anima di Menfi

C’è una Sicilia che non si limita a essere visitata, ma che desidera essere compresa. Una Sicilia fatta di relazioni, paesaggi agricoli, artigiani, pescatori, vigneti e storie familiari. È questa la Sicilia che prende forma a Casa Mirabile, relais immerso nella campagna di Menfi, nato dalla visione della famiglia Barbera e oggi animato dall’impegno di una nuova generazione che ha scelto di restare per costruire futuro. Per Manfredi Barbera, anima del progetto insieme al padre Lillo, il ritorno a Menfi non è stato semplicemente un rientro a casa: “La scelta di restare è stata la cosa più importante che ha cambiato la mia vita”, racconta Manfredi. Dopo gli studi in Scienze Gastronomiche all’Università di Pollenzo e diverse esperienze lontano dalla Sicilia, ha deciso di investire le proprie competenze nel territorio in cui è cresciuto, con una missione precisa: creare connessioni tra persone, produzioni e paesaggio: “Menfi è un territorio frammentato, ma straordinariamente ricco nelle sue diversità. Il mio lavoro consiste nel cercare di unire questi frammenti, raccontandoli attraverso il cibo e le relazioni”.

Un casale ottocentesco che guarda al futuro

Casa Mirabile nasce da una scelta coraggiosa compiuta dalla famiglia Barbera oltre vent’anni fa, quando il turismo rurale a Menfi era ancora una scommessa. L’idea era quella di trasformare un antico casale dell’Ottocento, un tempo dedicato alla produzione del cotone, in un luogo capace di accogliere viaggiatori provenienti da tutto il mondo senza perdere il legame con la propria identità. Oggi il relais è immerso in una tenuta caratterizzata da un suggestivo agrumeto di oltre 3.200 piante e rappresenta una sintesi tra ospitalità, agricoltura, arte e gastronomia. Ogni ambiente racconta una storia e le camere sono concepite come una galleria diffusa, dedicate ad artisti che hanno segnato la storia culturale della famiglia. Opere di Salvatore Fiume, Guttuso e altri maestri dialogano con gli spazi, trasformando il soggiorno in un’esperienza immersiva che unisce memoria e bellezza: “Casa Mirabile nasce per condividere con gli altri il senso dell’ospitalità che ha sempre caratterizzato la nostra famiglia – racconta Manfredi – vogliamo offrire uno scorcio autentico della vita siciliana, all’interno di un luogo che coltiva il bello in tutte le sue forme».

Il cibo come linguaggio del territorio

Se l’ospitalità è il cuore di Casa Mirabile, il cibo ne rappresenta il linguaggio principale. La cucina del relais non si limita a valorizzare i prodotti locali, ma si propone come strumento di racconto delle persone che li producono. Ogni piatto è il risultato di una rete di relazioni costruite con pescatori, allevatori, agricoltori e piccoli artigiani del territorio. Un sistema che privilegia la stagionalità, la biodiversità e la qualità delle produzioni locali. Il menu cambia continuamente, seguendo il ritmo delle stagioni e delle disponibilità quotidiane: “Non vogliamo imporre al territorio ciò che deve produrre – continua Manfredi oggi a capo delle cucine – Preferiamo ascoltarlo e costruire la nostra proposta gastronomica intorno a ciò che offre in quel momento”. Tra i piatti simbolo figurano alcune ricette di famiglia reinterpretate con sensibilità contemporanea come la pasta con le triglie e il finocchietto selvatico, ad esempio, è un omaggio alla cucina del nonno di Manfredi, mentre preparazioni più essenziali, come le zucchine marinate con gambero crudo e nepitella, esprimono il legame diretto con il mare e la stagionalità. Una cucina che lui stesso definisce quasi “jazz”: dinamica, libera, in continua evoluzione, ma sempre profondamente radicata nella tradizione.

L’eredità di Pollenzo

Un ruolo fondamentale nella formazione della visione di Manfredi Barbera è stato svolto dall’esperienza all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di Slow Food: “Pollenzo mi ha cambiato la vita. Mi ha dato una chiave di lettura per comprendere ciò che avevo vissuto fin da bambino e per interpretare il sistema agroalimentare in maniera più ampia – dice Manfredi – ho imparato a leggere il vino, il cibo e l’agricoltura come espressioni di territorio, sostenibilità e identità. Tornare nell’azienda di famiglia è diventata una scelta consapevole: il nostro compito è mettere questa visione al servizio di Menfi”. Da quell’esperienza nasce una visione che considera agricoltura, vino, ospitalità e ristorazione come elementi interconnessi di un unico racconto culturale e sociale.

Menfi, una destinazione in trasformazione

Negli ultimi anni Menfi sta vivendo una significativa evoluzione turistica. Accanto alle storiche eccellenze vitivinicole stanno nascendo nuove realtà imprenditoriali guidate da giovani che condividono una stessa idea di qualità e autenticità. Secondo Barbera, la sfida più importante sarà accompagnare questa crescita senza perdere il carattere agricolo che rende unico il territorio: “Oggi Menfi non è soltanto vino. È mare, campagna, gastronomia, artigianato e incontri autentici. La vera sfida è mantenere vivo questo legame con il territorio mentre cresciamo come destinazione”. Casa Mirabile si inserisce proprio in questo percorso, costruendo un dialogo continuo tra ospitalità, cultura locale, agricoltura e produzione alimentare.

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